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Autore: Dario Ventura
Titolo: Giustizia e costituzione in Aristotele. Che cos'è la "filosofia pratica"?
Tipologia: Libro
Luogo: Milano
Editore: Franco Angeli
Anno: 2009
Tema: storia dei concetti , costituzione , diritto/politica , classici del pensiero , costituzione mista/dottrina del governo
Lingua: italiano
Descrizione: Negli ultimi decenni del secolo scorso il pensiero politico di Aristotele è stato al centro dell'attenzione in buona parte sulla spinta di quel movimento di pensiero denominato "Riabilitazione della filosofia pratica". In linea generale i "neoaristotelici" hanno inteso la scienza politica aristotelica, in contrapposizione alla scienza sociale avalutativa, come un saperedirettamente pratico, capace cioè di guidare l'azione indicando norme e valori. È stata in tal modo sottovalutata la stretta connessione, indicata dallo stesso Aristotele, che lega le opere etiche, in particolare la Nicomachea, con la Politica che ha per oggetto la dottrina della legislazione (nomothesia). È solo per la mediazione di quest'ultima, il cui scopo fondamentale è l'organizzazione della educazione del cittadino (paideia), che si acquisiscono le exeis, cioè le disposizioni pratiche che rendono possibile l'agire buono e giusto nei due ambiti istituzionali fondamentali che il pensiero antico riconosce: quello domestico-patrimoniale (oikos) e quello politico (polis).
A partire dalla strada aperta da una coscienza storico-concettuale e dalla critica avanzata da Pacchiani nei confronti delle diverse forme di neoaristotelismo, il presente lavoro di Ventura affronta i testi aristotelici utilizzando come chiavi di lettura i due termini di "giusto" (dikaion) e "costituzione" (politeia) che la letteratura critica ha sin qui in gran parte studiato separatamente. Ciò che in modo particolare è stato evidenziato è l'assoluta impossibilità d'inserire la prospettiva aristotelica all'interno della storia delle dottrine del diritto naturale, e di connotarla di un carattere normativo. Il fatto che la scienza politica possa considerare il problema del giusto in maniera relativamente autonoma - ad esso è dedicato, com'è noto un intero libro della Nicomachea, il quinto - non toglie che per Aristotele si dia giustizia solo all'interno di un ordinamento politico costituito e mai al di fuori o al di sopra di esso.