Pubblicazioni in rilievo

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Autore: a cura di Giulio Maria Chiodi Roberto Gatti
Titolo: La filosofia politica di Platone
Tipologia: Libro
Luogo: Milano
Editore: Franco Angeli
Anno: 2008
Tema: storia dei concetti , classici del pensiero
Lingua: italiano
Descrizione: "La Repubblica di Platone è considerata, non certo senza buone ragioni, il testo fondatore della filosofia politica occidentale. Comunque la si voglia intendere e collocare, è comunque indubitabile che nessuna riflessione sulla politica, entro tale tradizione, è possibile prescindendo da un confronto con questo testo. È anche vero peraltro che la vastità e la profondità dei temi affrontati nella Repubblica è tale da indurre, in un volume che intenda avere il sufficiente rigore scientifico, a restringere il campo di analisi. Lo si è fatto puntando l'attenzione sul problema della giustizia e assumendo questo tema come argomento intorno al quale far gravitare una serie di altri aspetti salienti dell'opera platonica che, nel loro insieme, consentono di avere un quadro articolato del pensiero del primo grande filosofo politico dell'Occidente. "

Dopo i volumi dedicati alla filosofia politica di Kant, Hegel, Locke, il volume dedicato a Platone arricchisce la collana sui classici della filosofia politica mantenendo lo spirito che ne dettò la creazione. 
Questo spirito nasce dalla convinzione che viviamo un tempo segnato troppo spesso da un oblio riguardo ai grandi autori della tradizione filosofica occidentale. Ciò conduce sovente a misurarsi con i temi dell'attualità - compito ovviamente essenziale - senza però un adeguato riferimento e aggancio alle fonti che consentono sia di andare alle radici delle questioni esaminate, sia di comprenderle fino in fondo, poiché non c'è dubbio che nei classici antichi, medievali, moderni, stanno ancora molte importanti categorie interpretative che aiutano ad inquadrare in maniera rigorosa i temi del presente e ad evitare che la filosofia politica si appiattisca nella contingenza, non riuscendo più a legare l'indagine del presente con la memoria del passato e recidendo quindi le radici che ci tengono ad esso legati. 
La conseguenza è che spesso finiamo per ignorare, nell'attività del pensare come in quella dell'agire, tale essenziale continuità, declinando l'esercizio della filosofia nei termini della pura presenzialità.